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Domande ufficiali concorso OSS: guida pratica e risposte

Pubblicato il 1 novembre 2026· 10 min di lettura·Ultimo aggiornamento: 1 novembre 2026

Se ti stai preparando per il concorso OSS, conoscere le domande ufficiali è il modo più diretto per affrontare la prova. In questo articolo trovi cinque quesiti tratti dalla banca dati ufficiale, la risposta esatta e una spiegazione passo passo del ragionamento, così da riconoscere subito le trappole.

Ogni spiegazione parte solo dal testo della domanda e dalle opzioni fornite, senza citare leggi o fonti esterne. Leggi attentamente, confronta le alternative e impara a scegliere la risposta giusta in pochi secondi.

Domanda 1: posizione per il lavaggio della schiena

La domanda ufficiale chiede quale sia la posizione corretta del paziente per il lavaggio della schiena. Le tre opzioni proposte sono: A) Posizione laterale o prona, B) In piedi, C) Supina. Il testo della domanda non menziona alcun requisito di mobilità o di assistenza, ma il contesto clinico è quello di un'operazione di igiene personale che richiede accesso alla zona dorsale. La posizione laterale o prona permette all'operatore di raggiungere comodamente la schiena, mantenendo al contempo il paziente stabile e sicuro. La posizione in piedi, infatti, richiederebbe al paziente di sostenere il proprio peso, aumentando il rischio di caduta, soprattutto se è debole o ha problemi di equilibrio. La posizione supina, sebbene comoda per molte procedure, nasconde la zona dorsale dietro il letto e rende difficile il lavaggio senza sforzare il braccio dell'operatore.

Le opzioni B e C sono quindi trappole: sembrano plausibili perché il paziente può trovarsi già in piedi o sdraiato per altri motivi, ma non sono specifiche per il lavaggio della schiena. L'opzione A è l'unica che risponde direttamente alla necessità di esposizione della zona da trattare e di sicurezza per entrambi. Inoltre, la posizione laterale consente di ruotare il paziente se necessario, evitando pressioni prolungate su una sola zona corporea.

Un esempio pratico: immagina di dover igienizzare la schiena di un anziano allettato. Lo sposti delicatamente sul fianco, con un cuscino sotto la testa e le ginocchia piegate, così la zona dorsale è scoperta e l'operatore può usare entrambe le mani senza sforzo. Se il paziente fosse supino, dovresti sollevare le braccia e girare il corpo, operazione più complessa e potenzialmente dolorosa. Se fosse in piedi, dovresti chiedere al paziente di mantenere l'equilibrio mentre tu lavori dietro di lui, situazione poco sicura.

Per allenarti su questo tipo di quesito, visita exama.it e prova i quiz gratuiti sulla mobilizzazione e le posture. La pratica costante ti aiuterà a riconoscere subito la risposta corretta, evitando le alternative fuorvianti.

In sintesi, la risposta corretta è A) Posizione laterale o prona perché garantisce visibilità, accessibilità e sicurezza, mentre le altre opzioni introducono rischi o difficoltà operative.

Domanda 2: elementi della corretta deambulazione

La seconda domanda ufficiale riporta la frase incompleta: "_______________" Sono gli elementi che contraddistinguono la correttezza della deambulazione e che perciò vanno costantemente presidiati. Le opzioni elencano combinazioni di posizioni: A) arto sospeso, arto di appoggio, bacino; B) tronco, bacino, arto di appoggio; C) tronco, bacino, arto sospeso; D) tronco, bacino, arto di appoggio, arto sospeso. Il testo della domanda richiede di individuare tutti gli elementi che devono essere monitorati per una deambulazione corretta. L'operatore deve osservare simultaneamente la postura del tronco, l'allineamento del bacino, la posizione dell'arto di appoggio (che sostiene il peso) e quella dell'arto sospeso (che avanza). Escludere anche uno di questi fattori comporta una valutazione incompleta.

Le opzioni A, B e C omettono un elemento fondamentale. L'opzione A non menziona il tronco, che è cruciale per l'equilibrio; l'opzione B non include l'arto sospeso, indispensabile per valutare la fase di avanzamento; l'opzione C non considera l'arto di appoggio, che sostiene il peso e influisce sulla stabilità. Solo l'opzione D elenca tutti e quattro gli aspetti, coprendo interamente la definizione di deambulazione corretta.

Esempio pratico: osservi un paziente che cammina con il tronco inclinato in avanti, il bacino ruotato, il piede destro a terra (arto di appoggio) e il sinistro in fase di avanzamento (arto sospeso). Se trascuri il tronco, potresti non notare un possibile rischio di caduta; se ignori l'arto sospeso, non valuteresti la corretta sequenza di passo. Solo una valutazione completa, come suggerita dall'opzione D, permette di intervenire con ausili o esercizi mirati.

Per approfondire questi concetti, consulta la sezione Mobilizzazione, posture e ausili su exama.it, dove trovi schemi e video dimostrativi. Esercitati con i quiz per memorizzare la combinazione completa di elementi.

Quindi, la risposta corretta è D) La posizione del tronco, la posizione del bacino, la posizione dell'arto di appoggio, la posizione dell'arto sospeso, perché è l'unica che include tutti gli aspetti da monitorare.

Domanda 3: dove si trova la sonda di Salem

La terza domanda ufficiale chiede la collocazione della sonda di Salem, offrendo tre possibilità: A) Tra le sonde per coronarografia, B) Tra le sonde per gastrostomia endoscopica percutanea, C) Tra le sonde naso-gastriche. Il testo non fornisce dettagli aggiuntivi, ma la denominazione "sonda di Salem" è tipicamente associata a dispositivi utilizzati per il drenaggio gastrico, inseriti attraverso il naso e arrivanti nello stomaco. Pertanto, la risposta più coerente con la definizione è l'opzione C, che colloca la sonda tra le sonde naso-gastriche.

Le opzioni A e B sono trappole: la coronarografia riguarda procedure cardiache e non ha alcuna correlazione con una sonda destinata al tratto gastrointestinale. La gastrostomia endoscopica percutanea utilizza sonde più lunghe e inserite direttamente nello stomaco tramite la parete addominale, non attraverso il naso. Queste alternative possono sembrare plausibili a chi confonde le diverse tipologie di sonde, ma non corrispondono alla definizione di "sonda di Salem".

Un caso pratico: un paziente ricoverato per una procedura di nutrizione enterale ha una sonda di Salem inserita dal naso. L'operatore controlla la corretta posizione verificando il segno di aspirazione e la presenza di segni di irritazione nasale. Se la sonda fosse stata classificata come per coronarografia, il contesto clinico sarebbe totalmente diverso, poiché quella procedura riguarda l'imaging coronarico, non la nutrizione. Allo stesso modo, se fosse una sonda per gastrostomia, il sito di inserimento sarebbe l'addome, non il naso.

Per esercitarti su questo tipo di quesiti, visita la sezione Infezioni, igiene ospedaliera e sterilizzazione su exama.it, dove trovi schede sulle diverse tipologie di sonde e i loro utilizzi. I quiz ti aiuteranno a consolidare la distinzione tra le varie categorie.

La risposta corretta è quindi C) Tra le sonde naso-gastriche, perché è l'unica che corrisponde alla reale collocazione della sonda di Salem.

Domanda 4: primo passo prima di detergere l'apparecchio per la saturazione

Il primo passo da compiere è sempre quello di rimuovere le batterie. Questa operazione è fondamentale perché l'apparecchio di saturazione è un dispositivo elettrico e, se le fonti di energia rimangono collegate, si corre il rischio di cortocircuiti o di attivare inavvertitamente funzioni di allarme durante la pulizia. Rimuovere le batterie elimina la possibilità di contatti accidentali con l'acqua o con i detergenti, proteggendo sia il dispositivo sia l'operatore.

Molti candidati, spinti dalla prontezza, tendono a pensare che accendere lo strumento o applicare subito il detergente siano le azioni più logiche. Tuttavia, accendere l'apparezzo prima della pulizia può provocare danni interni: il calore prodotto dal funzionamento può far evaporare il detergente, creando vapori irritanti o depositi di residui. Applicare il detergente senza prima aver spento e scollegato la fonte di energia può far penetrare il liquido nei circuiti, compromettendo la taratura del dispositivo.

Un esempio pratico: immagina di dover pulire un ventilatore di saturazione in una stanza di terapia intensiva. Prima di tutto, spegni l'apparecchio, poi apri il vano batteria e rimuovila delicatamente. Solo dopo aver verificato che non ci siano collegamenti elettrici, procedi con l'applicazione del detergente consigliato dal produttore, usando un panno morbido e non abrasivo. Una volta completata la pulizia, asciuga bene le parti, reinserisci le batterie e accendi il dispositivo per verificare che funzioni correttamente.

Altri errori comuni includono la pulizia con solventi aggressivi o l'uso di spazzole metalliche. Questi metodi possono graffiare la superficie, alterare la precisione dei sensori o danneggiare i componenti elettronici. Seguire la procedura standard – rimuovere le batterie, usare detergenti delicati e asciugare accuratamente – riduce al minimo il rischio di malfunzionamenti e garantisce che l'apparecchio sia pronto per l'uso clinico.

Per consolidare l'abitudine, è utile creare una checklist da tenere a portata di mano durante ogni intervento di pulizia. Un semplice elenco può includere: spegnere l'apparecchio, rimuovere le batterie, applicare il detergente, asciugare, reinserire le batterie, accendere e verificare il funzionamento. Questo approccio sistematico ti aiuta a non dimenticare nessun passaggio e a mantenere gli standard di igiene richiesti.

Domanda 5: definizione di "azienda" ai fini del D.Lgs. 81/2008

Nel contesto della sicurezza sul lavoro, il termine "azienda" è definito come il complesso della struttura organizzata dal datore di lavoro pubblico o privato. Questa definizione è ampia perché include sia le realtà pubbliche, come ospedali o strutture sanitarie statali, sia quelle private, come cliniche o case di cura gestite da enti privati. L'importante è che la struttura sia organizzata da un datore di lavoro, indipendentemente dalla sua natura giuridica.

Spesso i candidati si trovano in difficoltà scegliendo tra le opzioni che limitano l'ambito al solo pubblico o al solo privato. Queste risposte sono trappole perché il decreto non esclude nessuna delle due categorie: l'obiettivo è tutelare tutti i lavoratori, a prescindere dal tipo di ente che li impiega. Limitare la definizione a una sola tipologia violerebbe l'intento di uniformare le norme di sicurezza per tutti i contesti lavorativi.

Un esempio pratico: se lavori in un ospedale regionale (pubblico) o in una casa di riposo gestita da un'azienda privata, entrambe le realtà rientrano nella definizione di "azienda" ai sensi del D.Lgs. 81/2008. Questo significa che le misure di prevenzione, la valutazione dei rischi e la formazione obbligatoria devono essere applicate in modo identico, garantendo la stessa protezione per tutti i dipendenti.

Un altro caso comune riguarda le strutture sanitarie convenzionate con il Servizio Sanitario Nazionale ma gestite da enti privati. Anche queste sono considerate "azienda" perché la loro organizzazione è affidata a un datore di lavoro, anche se privato. Ignorare questa sfumatura può portare a errori di interpretazione durante l'esame.

Per memorizzare la risposta corretta, pensa a una frase chiave: "azienda = struttura organizzata da datore di lavoro, pubblico o privato". Ripetere mentalmente questa definizione durante lo studio ti aiuta a distinguere rapidamente le opzioni fuorvianti e a selezionare quella corretta.

Strategie per affrontare le domande a scelta multipla

Affrontare le domande a risposta multipla richiede un metodo che riduca lo stress e aumenti la precisione. Una prima strategia è leggere attentamente il testo prima di guardare le opzioni. Spesso la domanda contiene indizi chiave che, se individuati, eliminano immediatamente le risposte sbagliate. Dopo aver compreso il nucleo della domanda, passa alle opzioni e cerca quelle che non rispecchiano il contenuto del testo.

Una seconda tecnica è l'eliminazione sistematica. Se una risposta contiene termini assoluti come "sempre" o "mai", valuta se la situazione descritta nella domanda può ammettere eccezioni. Queste parole sono spesso usate per creare trappole. Inoltre, confronta le opzioni tra loro: se due risposte sono molto simili, è probabile che una sia corretta e l'altra una variante leggermente errata.

Un terzo approccio è quello di ricordare le regole di base apprese durante lo studio. Per esempio, nella domanda sul lavaggio della schiena, la posizione laterale o prona è l'unica che permette un accesso sicuro e pratico al dorso del paziente, mentre le altre opzioni (in piedi, supina) non offrono la stessa facilità di lavoro. Ricollegare la risposta a una regola pratica aiuta a confermare la scelta.

Infine, è consigliabile non lasciare domande senza risposta. Nel concorso OSS le risposte errate non penalizzano, quindi è meglio indovinare se non sei sicuro. Tuttavia, evita di scegliere a caso: usa il processo di eliminazione per ridurre le opzioni a una o due, aumentando le probabilità di indovinare.

Per mettere in pratica queste strategie, dedica del tempo ogni giorno a simulazioni cronometrate su Concorsi OSS. Dopo ogni test, rivedi le domande sbagliate, annota le trappole incontrate e ripeti l'esercizio. Se ancora non hai individuato il concorso più adatto, fai il test per trovare il concorso adatto e inizia subito a esercitarti con i quiz gratuiti disponibili.

Domande frequenti

Qual è la soglia minima per superare il concorso OSS?

Per superare la prova scritta devi totalizzare almeno 21 risposte corrette su 30. La soglia è fissata a 21/30 punti, quindi è necessario rispondere correttamente a almeno ventuno domande per essere promosso.

Quante domande contiene la prova scritta del concorso OSS?

La prova scritta è composta da 30 domande a risposta multipla, ognuna con tre opzioni. Hai a disposizione trenta minuti per completare l’intero test.

Come posso allenarmi con le domande ufficiali del concorso OSS?

Puoi esercitarti direttamente sulla banca dati ufficiale di oss.exama.it, che contiene i 9.746 quesiti estratti dai concorsi unici di Puglia, Campania e Lazio. Il sito permette di simulare la prova a tempo, filtrare per materia e verificare le risposte corrette.

Quali sono le materie più pesanti nella prova OSS?

Le materie con il maggior peso sono:Assistenza alla persona e cure di base – 5 domandeInfezioni, igiene ospedaliera e sterilizzazione – 4 domandeAnatomia e fisiologia di base – 3 domandeElementi di patologia e terminologia medica – 3 domandeConcentrati su questi argomenti per ottimizzare lo studio.

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